Diritti in in gioco

Soc. Coop. Commercio Alternativo




Progetto: storia

Il progetto ha origine come contributo e strumento della campagna di sensibilizzazione "DIFENDIAMO I LORO DIRITTI", promossa in diversi paesi europei da "NEWS" - rete europea delle Botteghe del commercio equo solidale che vede fra i suoi realizzatori in Italia "ASSOBOTTEGHE, l' Associazione delle Botteghe del Commercio Equo Solidale italiane.

Campagna Difendi i loro diritti Difendiamo i loro diritti

La campagna si propone di informare e sensibilizzare i cittadini, ed in particolare bambini e famiglie, sulle condizioni di sfruttamento del lavoro minorile nel mondo, e di come, con l'aiuto del Commercio Equo Solidale, lo sfruttamento possa essere evitato e le condizioni di vita dei produttori e delle loro famiglie migliorate.

La campagna prevede l'utilizzo di "palloni equosolidali" come prodotto simbolo, come strumento di comunicazione, e come prodotto la cui vendita possa generare risorse per sostenere la campagna stessa.

Di fronte a queste necessità, e come aderenti alla campagna, la Cooperativa COMMERCIO ALTERNATIVO decide di dare il suo contributo concreto e comincia, nei limiti delle proprie risorse, e con la partecipazione di altre organizzazioni, un processo di conoscenza, analisi e proposte relative ad un possibile intervento del commercio equo nella produzione e commercializzazione dei palloni.

Non era la prima volta che il mondo del commercio equo e della cooperazione internazionale si occupava dei palloni: vengono infatti prese in considerazione varie realtà produttive, dai palloni del Kenia, a quelli dell'Ecuador, della Tailandia, fino ai più noti palloni del Pakistan.

Da una prima valutazione la scelta di possibilità di intervento è ricaduta proprio sui produttori pakistani di Sialkot: qui infatti sembravano esserci le condizioni sufficienti per una produzione di palloni di una qualità coerente con le necessità della campagna, vista la presenza di molti produttori, alcuni dei quali già coinvolti in processi legati alla lotta allo sfruttamento del lavoro minorile e al commercio equo solidale, e "certificati" secondo i determinati standard da FLO - Fairtrade Labelling Organization rappresentata in Italia da Fairtrade - Transfair.

Allo stesso tempo sembrava evidente la necessità di rafforzare e far fare un salto di qualità strategico ad un processo già in atto fin dai primi progetti di commercio equo, cercando di identificare percorsi virtuosi per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori.

La novità e la complicatezza dell'intervento rendono però necessaria la realizzazione di una visita da parte di personale di Commercio Alternativo direttamente a Sialkot in Pakistan, per approfondire il processo di valutazione e poter eventualmente definire il progetto ed i prodotti.


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